Meccanismo
del desiderio alimentare in gravidanza
LORENZO L. BORGIA
NOTE E
NOTIZIE - Anno XXIII – 03 ottobre 2026.
Testi pubblicati sul sito www.brainmindlife.org della Società Nazionale
di Neuroscienze “Brain, Mind & Life - Italia” (BM&L-Italia). Oltre a
notizie o commenti relativi a fatti ed eventi rilevanti per la Società, la
sezione “note e notizie” presenta settimanalmente lavori neuroscientifici
selezionati fra quelli pubblicati o in corso di pubblicazione sulle maggiori
riviste e il cui argomento è oggetto di studio dei soci componenti lo staff dei recensori della Commissione Scientifica della Società.
[Tipologia del testo: RECENSIONE]
I desideri alimentari delle
donne durante la gravidanza a volte sono intensi e specifici per un cibo, una pietanza,
un frutto, un dolce, e la loro esistenza è nota fin dall’antichità, quando si
attribuivano valori particolari alle “voglie” della gestante, dando luogo a
credenze popolari tramandate nei secoli. Gli antropologi ritengono che la
credenza che non soddisfare il desiderio della madre portasse alla comparsa
sulla pelle del nascituro di una macchia di tinta e forma prossima a ciò che la
donna voleva, sia giunta dal Medio Oriente nel Sud Italia in epoca remota, e
sia poi rimasta nella sottocultura superstiziosa popolare. Ancora oggi in
alcune regioni italiane l’angioma piano figurato di colore rossastro o violaceo
è chiamato “voglia di fragola” o “voglia d’uva”. Anche se la credenza della
necessità di soddisfare questi desideri per evitare le “voglie” sulla pelle dei
figli è consegnata al novero delle curiosità antropologiche, le variazioni
qualitative e quantitative del desiderio alimentare delle donne incinte costituiscono
una manifestazione fisiologica, non spiegata dalle modificazioni che
intervengono per il differente regime ormonale (prevalenza del progesterone
sugli estrogeni) e per un generico assetto funzionale differente dell’encefalo.
L’aumento del desiderio,
anche in quelle forme selettive, talora interpretate come temporaneo
“cambiamento del gusto” in gravidanza, costituisce una realtà con un’ampia
tradizione culturale, riflessa nella narrativa internazionale e nel cinema
hollywoodiano. Ma si tratta semplicemente di una maggiore attivazione dei
neuroni del nucleo perifornicale e del nucleo laterale dell’ipotalamo o di una
maggiore increzione di grelina?
Il comportamento umano ha un
equivalente nelle femmine di topo in gestazione, che riproducono
schematicamente dei pattern descritti nella donna, e un nuovo studio
condotto da Qianru Zhao e colleghi ha individuato nei neuroni
serotoninergici del rafe dorsale un meccanismo responsabile dello
specifico desiderio alimentare in gravidanza.
(Zhao Q. et al., Serotonin neurons in the
dorsal raphe control food-craving-like behavior during pregnancy in mice. Nature Neuroscience – Epub ahead of print doi: 10.1038/s41593-026-02445-3, 2026).
La provenienza degli autori è la seguente: Pennington Biomedical Research Center, Brain
Glycemic and Metabolism Control Department, Louisiana State University, Baton
Rouge, LA (USA); Department of Neuroscience, School of Science and Engineering,
Tulane University, New Orleans, LA (USA); Children's
Nutrition Research Center, Texas Children's Research Institute, Department of
Pediatrics, Baylor College of Medicine, Houston, TX (USA); Department of
Biology, Xavier University of Louisiana, New Orleans, LA (USA); Department of
Physiology, The University of Illinois Chicago, Chicago, IL (USA); Department
of Biological Chemistry, School of Pharmaceutical Sciences, South-Central Minzu University, Wuhan (Cina); School of Chemistry,
Chemical Engineering and Biotechnology, Nanyang Technological University,
Singapore (Singapore).
Il sistema serotoninergico
dell’encefalo, studiato nel suo insieme costituito da vari circuiti di neuroni
che segnalano mediante il rilascio di 5-HT, innerva in modo diffuso
virtualmente tutto il cervello partecipando a numerose funzioni diverse, e
risultando alterato in molti disturbi psichiatrici. La sua modulazione
funzionale di altri sistemi neurotrasmettitoriali non è uniforme come si è
creduto fino a tempi recenti, ma specificamente differenziata.
Recentemente, Jun
Ho Song e colleghi hanno dimostrato che il proiettoma di questo sistema
è organizzato secondo criteri di prossimità funzionale e non di prossimità
spaziale. I neuroni serotoninergici del rafe dorsale e mediale
sono ripartiti in 5 gruppi proiettomici, ciascuno innervante
preferenzialmente l’ippocampo, i nuclei della base, la corteccia, le strutture
mediali interemisferiche oppure tronco encefalico e talamo laterale, con una
struttura interna a ciascun gruppo che va dalla definizione di sotto-gruppi
discreti alla variazione continua. Le analisi trascrittomiche spaziali hanno
rivelato che ciascun gruppo definito in termini di proiezioni corrisponde a una
definita combinazione di blocchi trascrittomici, con l’identità proiettomica
definita dall’insieme della posizione somatica e trascrittomica[1].
Qianru
Zhao e colleghi hanno focalizzato la loro attenzione sui neuroni rilascianti serotonina,
ossia 5-HT, presenti nell’area del nucleo del rafe dorsale del topo
(5-HTDRN); queste cellule nervose fanno registrare una riduzione del
loro normale regime di attività di scarica durante il periodo gestazionale. Il
meccanismo molecolare di questa riduzione di picchi legati al rilascio di 5-HT
è riportato all’azione di canali del potassio (K+) a bassa
conduttanza attivati dal calcio (Ca2+), ossia gli SK3 (small-conductance calcium-activated potassium type 3).
Il knockout
genetico dei canali ionici SK3 nei neuroni serotoninergici del nucleo del
rafe dorsale 5-HTDRN ha abolito la soppressione associata alla
gestazione dell’attività di scarica a picchi di potenziali d’azione di questi
neuroni, riducendo nelle topoline gravide tutti i comportamenti equivalenti
alle manifestazioni di desiderio alimentare gravidico della donna.
Al
contrario, l’iper-espressione di SK3 nei neuroni 5-HTDRN
nelle topoline vergini ha generato il comportamento legato al desiderio di cibo
specifico delle femmine gestanti.
Un altro
esperimento significativo è consistito nell’attivazione delle proiezioni dei
neuroni serotoninergici 5-HTDRN all’area tegmentale ventrale (VTA),
importante aggregato neuronico che proietta al nucleo accumbens (NA),
costituendo il sistema a ricompensa cerebrale: l’attivazione di questi
assoni eccitatori era in grado di inibire il comportamento di desiderio e
ricerca di cibo delle topoline gravide.
L’insieme
dei risultati ottenuti in questo studio individua un nuovo meccanismo
responsabile del desiderio di cibo in gravidanza, mediato dalla segnalazione
della 5-HT e dal ruolo dei canali SK3, e suggerisce nuovi potenziali obiettivi
per la gestione dell’alterata regolazione del desiderio alimentare in
gravidanza e la prevenzione dell’obesità gravidica.
L’autore della nota ringrazia
la dottoressa Isabella Floriani per la correzione della bozza e invita alla lettura delle
recensioni di
argomento connesso che appaiono nella sezione “NOTE E NOTIZIE” del sito
(utilizzare il motore interno nella pagina “CERCA”).
Lorenzo L. Borgia
BM&L-03 ottobre 2026
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of Neuroscience, è registrata presso l’Agenzia delle Entrate di Firenze,
Ufficio Firenze 1, in data 16 gennaio 2003 con codice fiscale 94098840484, come
organizzazione scientifica e culturale non-profit.
[1]
Song J. H. et al., Architecture of the serotonergic projectome
in the mouse brain. Cell – AOP doi: 10.1016/j.cell.2026.08.022,
September 10, 2026.